Photo Outtakes

Outtake #56

©sferrando_56“Ciascuno di noi è una biografia, una storia. Ciascuno di noi è un racconto peculiare, costruito di continuo, inconsciamente da noi, in noi e attraverso di noi – attraverso le nostre percezioni, i nostri sentimenti, i nostri pensieri, le nostre azioni; e, non ultimo, il nostro discorso, i nostri racconti orali. […] Storicamente, come racconti, ognuno di noi è unico. Per essere noi stessi, dobbiamo avere noi stessi – possedere, se necessario ri-possedere, la storia del nostro vissuto. Dobbiamo «ripetere» noi stessi, nel senso etimologico del termine, rievocare il dramma interiore, il racconto di noi stessi”(1).

Ci sono fotografie che per aderenza alla nostra biografia riescono ad evocare ricordi e sensazioni, che ci portano di fronte ad uno specchio in cui riconosciamo parte di noi stessi. Questa è storta e con la messa a fuoco totalmente casuale ma spalanca porte su un passato fatto di motorini rombanti, vicoli e portoni sulla strada. E’ una “mia” fotografia, non solo perché a premere il dito del pulsante di scatto sono stato io: è una ripetizione di me stesso, per rubare nuovamente le parole a Sacks. Una foto fatta di puro istinto senza nemmeno guardare nel mirino, di quelle che ti portano a scoprire il perché di quell’impulso solo quando le rivedi a freddo. Una fotografia da leggere con calma e con gusto, assaporandone le sfumature non perché è bella ma perché significa.

E con questa foto metto giù l’ultimo frammento di questo blog. Sin qui, cinquantasei fotografie con le quali credo di aver ricostruito una mappa, una costellazione di riferimenti che ho messo insieme lentamente negli anni e che mi hanno aiutato a costruire e al tempo stesso ritrovare un mio modo di essere che, in un modo più inconscio che conscio, finisce sulle mie fotografie. O almeno a volte capita.
Non so se era questa l’idea iniziale che era alla base del blog ma non credo sia importante: è il senso che vi leggo che conta. Non ho più nulla, per adesso, da aggiungere: le fotografie che potevano avere il ruolo di outtake sono finite, le cose che potrei aggiungere sarebbero superflue. Rimangono quelle scritte sin’ora.

Un grazie a chi mi ha letto e seguito.

(1) O. Sacks, L’uomo che scambiò sua moglie per un cappello, Adelphi

Questa voce è stata pubblicata il aprile 3, 2013 alle 10:50. È archiviata in fotografia con tag , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Segui tutti i commenti qui con il feed RSS di questo articolo.

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